Differenze tra Psicologo e Psicoterapeuta

La psicologia clinica, ambito all'interno del quale si muovono psicologo e psicoterapeuta, è uno dei principali ambiti di applicazione della psicologia.
La psicologia clinica si occupa di prevenzione, valutazione, abilitazione-riabilitazione e sostegno psicologico con la finalità di promuovere il benessere psicosociale della persona e di gestire le forme di disagio psicologico.
Comprende lo studio scientifico e soprattutto la comprensione, prevenzione ed intervento nelle problematiche psicologiche e relazionali, a livello individuale, familiare e gruppale.
Obiettivo primario della psicologia clinica è la promozione del benessere socio-psico-biologico attuato attraverso la consulenza, l’osservazione e la diagnosi psicologica.
In particolare,  all'interno della psicologia clinica, la consulenza psicologica, (che può essere svolta sia dallo psicologo che dallo psicoterapeuta), si configura come un processo attraverso cui la persona può comprendere la propria difficoltà o il proprio disagio e individuare possibili percorsi per fronteggiarlo e contribuire al proprio benessere.
Si tratta di un percorso di breve o medio termine in cui si ha a disposizione uno spazio per elaborare difficoltà o superare momenti di crisi.

Cosa fa lo psicologo?

Per esercitare la professione di psicologo occorre innanzitutto essere laureati in psicologia. Lo psicologo che dopo la laurea, abbia superato l’esame di stato e si sia iscritto all’Ordine degli Psicologi della propria Regione, è un laureato che da quel momento è anche abilitato all’esercizio della professione di psicologo.
Il lavoro dello psicologo all'interno dell'ambito clinico si rivolge alla prevenzione delle condizioni di disagio personale e relazionale; alla promozione del benessere psicologico e psicosociale; all'identificazione precoce delle problematiche o patologie; al corretto inquadramento dei fattori psicologici, personologici, famigliari, relazionali, ambientali e contestuali che generano e mantengono il disturbo o la difficoltà psicologica.
Tramite consulenze, colloqui e tecniche di sostegno psicologico, lavorando con il paziente, si occupa delle difficoltà personali, famigliari, gruppali e comunitarie; dell'abilitazione/riabilitazione nelle problematiche emotive, relazionali, comportamentali o cognitive; del sostegno della persona in situazioni di crisi emotiva, relazionale o decisionale.
Lo Psicologo clinico può eseguire una diagnosi o una valutazione della situazione  utilizzando il colloquio e gli strumenti diagnostici, come ad esempio i questionari e i test di personalità. Fa azione di prevenzione e di intervento sul disagio psichico dei propri pazienti attraverso colloqui di sostegno, promuovendo la consapevolezza dei propri modi di pensare, di sentire e di agire, rinforzando le capacità di vivere in autonomia e benessere.

Lo psicologo non può prescrivere farmaci. Solo medici e psichiatri possono farlo.
 
Quando contattare uno psicologo?
L’aiuto di uno psicologo va cercato quando si attraversa un periodo di sofferenza psicologica che col tempo non passa o peggiora tanto da creare delle limitazioni, delle interferenze o dei blocchi nella vita di ogni giorno, sul lavoro, con i familiari o gli amici.
Ad esempio, quando il vostro malessere interferisce con le cose che dovreste fare, se emergono difficoltà di concentrazione a causa di pensieri persistenti e ricorrenti,  se vi sentite particolarmente preoccupati o molto tristi, se emergono dei comportamenti, delle reazioni o dei pensieri che non riuscite a controllare e che neanche voi vi spiegate, se vi capita di evitate situazioni che prima non vi creavano alcun disagio, se vi sentite tesi e avete difficoltà a dormire, o altri sintomi come tachicardia e capogiri, se vi sentite stressati, …

 

Cosa fa lo psicoterapeuta?
Lo psicoterapeuta è un professionista che oltre ad avere la laurea in psicologia, aver superato l'esame di stato, essersi iscritto all'Ordine degli Psicologi della propria Regione, ha frequentato una scuola di specializzazione almeno quadriennale ottenendo la qualifica di Psicoterapeuta.

E' un professionista formato per aiutare la persona (ma anche la coppia, la famiglia o il gruppo) a comprendere le ragioni del proprio disagio e a farvi fronte trovando dentro di sé e nella relazione terapeutica le risorse per farlo, nuovi punti di vista, risposte più creative, capacità personali ancora inesplorate.
Lo psicoterapeuta è l’unico abilitato a fare psicoterapia, ossia il trattamento finalizzato alla cura dei disturbi psicopatologici basato sull’interazione tra terapeuta e paziente (o coppia,  famiglia, gruppo).
Si dice comunemente che il lavoro dello psicoterapeuta vada più in profondità del lavoro di consulenza di uno psicologo. Questo non è necessariamente vero. In genere però, lo Psicoterapeuta ha avuto una formazione specifica e approfondita sulla psicopatologia e può utilizzare specifiche tecniche terapeutiche di intervento apprese durante il corso di specializzazione e che non possono essere utilizzate dagli psicologi.
Lo psicoterapeuta è lo specialista che attraverso strumenti clinici (diagnosi, eziologia, pianificazione del trattamento, setting) e attraverso la relazione umana (empatia, ascolto, fiducia, alleanza terapeutica), è in grado di accompagnare la persona in un processo di cambiamento, volto al raggiungimento di un migliore stato di equilibrio.

Come lo psicologo anche lo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci.

Pregiudizi sulla professione
Nell’immaginario collettivo quella dello psicologo è una professione spesso impropriamente ricondotta entro l’area “medica” oppure vista con sospetto e diffidenza perché associata alla “malattia mentale”… “Se vado dallo psicologo allora vuol dire che sono matto?...” È questo uno dei pregiudizi più diffusi secondo il quale malattia mentale e psicologia sarebbero riduttivamente legate l’una all’altra. Lo psicologo in realtà non interviene solo sulla "malattia mentale" o sulla patologia, ma anche su tutte quelle le aree anche di “normale” criticità, indecisione o cambiamento che un individuo o un gruppo può trovarsi ad affrontare in un dato momento della propria esistenza. Il “prendersi cura di” (dall’inglese “to care”) è applicabile infatti anche alle situazioni di “normalità” per facilitare e sostenere il benessere e lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale della persona.
Altre volte le persone si possono creare la fantasia che lo psicoterapeuta sia un mago che può magicamente far scomparire i disagi. Nulla di tutto ciò corrisponde a ciò che in realtà consiste la professione dello psicologo: riflettere e capire insieme al paziente su cosa lo fa stare male, sulla situazione che sta vivendo, su ciò che lo preoccupa e su cosa potrebbe cambiare della propria vita per stare meglio, per superare il disagio… come aiutarsi da solo.
L’intervento psicologico non vuole fornire nessuna soluzione “magica” o “preconfezionata”, ma restituire all’individuo la possibilità di ampliare le proprie capacità di scelta e di lettura della realtà per individuare autonomamente le soluzioni più appropriate al proprio sviluppo. Scopo del terapeuta non è fornire una “verità calata dall’alto”, ma è lavorare con il paziente, riflettere insieme, poiché da solo, senza la sua alleanza e collaborazione, non potrebbe andare da nessuna parte.
E’ importante infine sapere che il terapeuta è tenuto al segreto professionale, e che deve mettersi in un atteggiamento di ascolto non giudicante di fronte al paziente, in quanto, altro grande pregiudizio nei confronti di questa professione, è il frequente pensiero che lo psicologo “faccia diventare o tornare normali le persone”. Il suo lavoro consiste esattamente nell’opposto, cioè nell’aiutare la persona a scoprire la propria diversità e a starci bene in quella diversità, a sentirsi speciale per ciò che è, accettandosi riscoprendo il proprio valore, le proprie potenzialità, i propri desideri e i propri bisogni.


Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno, insegnagli a pescare e lo nutrirai tutta la vita” (Confucio)

Scrivi commento

Commenti: 0