Bambini prematuri - La nascita della mente

L’importanza della funzione materna nella nascita della mente

Sicuramente una nascita prematura comporta una forte esperienza di dolore sia fisico che psicologico per entrambi, madre e neonato.

 

L’importanza di un’esperienza come può essere considerata una nascita gravemente pretermine, deriva soprattutto dal presupposto dell’esistenza di una mente fin dagli inizi della vita neonatale, mente intesa come “capacità esclusivamente umana di attribuire significato personale e unico alla propria esperienza del mondo” (Caccia, 2007) e quindi legata al sorgere delle prime fantasie inconsce.

La mente del bambino non può nascere senza una madre, senza cioè quella funzione di contenimento e d’interpretazione dell’esperienza che solo lei può offrire.

Bion (1962) pone, infatti, spesso l’accento sul ruolo fondamentale svolto dalla madre la cui mente ha l’importante compito di capire e condividere significati con il proprio bambino, di attribuire senso agli eventi fisici ed emotivi che lo coinvolgono. A questo proposito parla di Rêverie materna indicando con questo termine la capacità della madre di ricevere le impressioni emotive e sensoriali del neonato e di elaborarle in una forma che la psiche del neonato possa quindi reintroiettare e assimilare; un processo attraverso cui nella mente della madre viene dato un significato all’esperienza del bambino.

In questo senso, quando avviene una nascita prematura è come se il bambino non avesse il tempo sufficiente per sviluppare un’organizzazione mentale di base necessaria per affrontare le esperienze sensoriali e le relazioni caratteristiche della nascita e del postparto.

 

Soprattutto i bambini nati con un grave pretermine avranno quindi bisogno di più tempo per raggiungere il livello di maturazione necessaria a consentirgli di affrontare le prime relazioni con l’ambiente, soprattutto considerata anche l’assenza e/o l’alterazione, in questi casi, di una Rêverie materna, cioè di un contenitore che dia ordine al caos emotivo, da subito disponibile e di stimolazioni sensoriali e istintuali (Latmiral e Lombardo, ibid.).

In questi casi si può assistere all’assenza della mamma accanto al neonato, sia dal punto di vista concreto che in senso psichico. Questo costituirebbe un altro elemento di differenza rispetto alla condizione dei bambini nati a termine e rappresenterebbe un’altra area importante coinvolta nel favorire lo sviluppo della primitiva attività mentale nel neonato. 

In caso di nascita prematura spesso la funzione di Rêverie materna risulta bloccata, la madre sente di non poter sognare o pensare al suo bambino a causa della situazione precaria in cui si trova. Immaturità fisiologica, percezioni dolorose e assenza dell’oggetto materno, andrebbero dunque ad ostacolare la formazione delle prime organizzazioni mentali con il compito di registrare, elaborare e contenere le percezioni sensoriali.

La presenza della madre e la Rêverie materna risultano quindi di fondamentale importanza poiché permettono la realizzazione di un buon equilibrio tra ciò che è fisico e ciò che è psichico. 

Il rischio, quando avviene una nascita pretermine, è che la situazione sia così carica di fisicità che l’equilibrio tra mente e corpo risulti compromesso, così come l’attività mentale di elaborazione di sensazioni, emozioni e stimoli violenti che il bambino non è in grado di fronteggiare a causa di un mancato contenimento fisico e mentale, oltre che per l’immaturità dei suoi apparati.

Per capire quanto sia importante la presenza della madre accanto al neonato, Corominas (1993) sottolinea come “il passaggio dalla sensazione al riconoscimento della sensazione stessa, e quindi all’attribuzione di significati e allo sperimentare una situazione con emozione, sia mediato principalmente dalla funzione di rêverie della mente materna, che per prima dà significato alle esperienze vissute dal bambino”. La mancanza di questo contenimento, sia fisico che mentale, di reciprocità e continuità dell’esperienza, interferisce sul processo di formazione del Sé nel bambino e su quello di riconoscimento e organizzazione delle percezioni che è alla base della vita emotiva e relazionale (Latmiral e Lombardo, ibid.).

In una nascita gravemente pretermine il bambino è ancora un feto che ha subito un trauma ed ha bisogno di un ambiente simile a quello del grembo materno che gli permetta di proseguire nel suo sviluppo. Ha bisogno inoltre di un contatto con una funzione materna che permetta il normale strutturarsi della mente e di un contenimento ambientale. Risulta molto importante quindi che accanto all’incubatrice sia presente un genitore che pensi al bambino e che ne interpreti il comportamento e i suoi messaggi dandogli significato.